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RASSEGNA INTERNAZIONALE
DI COMPOSIZIONE "ALFEO GIGLI" |
Auditorium di Santa Umiltà
Via Pascoli 4 Faenza (RA)
Giovedì, 11 marzo 2004, ore 21.00
Sergio
Fidemraizer (Rosario, Argentina1958)
5 bagatelas,
per chitarra (1982)
Come indicato dal suo nome, l’opera
e composta da cinque piccoli pezzi, tutti basati su un unico materiale
generatore, che a volte appare all’ascoltatore in forma esplicita.
Ogni pezzo possiede la sua propria personalità e climax, offrendo differenti
letture dello stesso matenale di base, ponendo in evidenza, di volta in volta,
differenti aspetti (il ritmo, il timbro, la velocità, ecc. ecc.).
L'opera viene eseguita in prima mondiale.
Alessandro Bonicelli (Tolmezzo UD 1931)
Recuerdo,
per pianoforte (2001)
L’Autore di questa composizione, dopo circa un decennio di sviluppo di un
linguaggio musicale di tipo dodecafonico/ seriale, pur senza abbandonare questo
genere, sta ultimamente sperimentando, in parallelo, il ritorno ad un linguaggio
più fruibile, grazie all’utilizzo di stilemi di tipo tonale.
“Recuerdo” rientra in
quest’ultimo orientamento e può essere interpretata come espressione di
nostalgia per un’esperienza di vita indimenticabile, ma irrimediabilmente
passata
Alessandro Mosconi (Monza MI 1958)
Lys fragments,
per chitarra (2001)
Il
pezzo che presento, “Lys fragments”, è ispirato ad un corso d’acqua
solitamente brioso ma innocuo, che nell’ottobre 2000 ha provocato morte e
distruzione nella valle, ma con il quale gli abitanti del luogo conservano un
rapporto di amore significativo.
Sonia Faggian (Mestre VE 1963)
A Maria,
per pianoforte (1992)
“A Maria” è una composizione di genere classico-melodico.
Scritta nel 1992, primo anno di vita
della mia primogenita Sara Amedea, rappresentava dapprima una dedica di
ringraziamento alla Madonna, dedica estesa poi a tutte le donne. “Maria” è
il suono comunque evocato dalle note di questo brano.
Va eseguita con dolcezza: nella parte
melodica come fosse un canto, nella parte armonica con mano leggera.
Mats O. Hansson
(Göteborg,
Svezia 1960)
Verklärte faune,
per pianoforte (1998)
The title comes from the two works (Verklärte Nacht
by Schönberg and Prélude a l’apres-midi d’un faune by Debussy) from which
I have taken the opening themes and used it as a source for tonal material.
The themes are not used as a tone row, but more like as a
scale/modus.
Pier Luca Lanzilotta (Genova 1965)
Stiller vorwurf,
per soprano e pianoforte (2001)
L’Opus 77 di Robert Schumann
consiste di 5 Lieder per voce e pianoforte su testi di Eichendorff, Fallersleben,
Halm e L’Égru. L’Op.77 n..4, invece, è su testo di 'poeta ignoto' (‘unbekannter
Dichter’ nell’edizione Peters). Si tratta di un breve sfogo di un’amante
tradita o comunque trattata ingiustamente, al termine del quale sorprende un
inatteso gesto di perdono fra lo sdegnoso e il rassegnato.
In
pochissimi casi Schumann non ha dichiarato la provenienza dei testi poetici che
sceglieva per intonarli. Ciò ha suscitato in chi scrive cunosità e fantasie
inconfessabili (che per una volta se lo sia scritto da sé??), le quali sono
state all’origine di questo breve componimento, il quale ripercorre
intenzionalmente in poche battute un’ampia gamma di scritture pianistiche in
ordine crescente di difficoltà quasi a ricapitolare, in un Gradus ad Parnassum
in miniatura, la progressione tecnica che ogni pianista si trova, nei suoi
studi, a dover superare.
Marco
Martini (Milano 1936)
Inquieto silenzio,
per soprano e pianoforte (2002)
Il compositore (che è anche autore del testo) si ispira ad una figura femminile
ormai matura che, con nostalgica malinconia, rievoca i sogni mai avveratisi.
Soprattutto la mancanza di un amore sempre cercato e mai incontrato ha creato in
lei un vuoto desolante.
Il contrasto “speranza-delusione” si traduce, sul piano del linguaggio
musicale, nel binomio “consonanza-dissonanza” con prevalenza finale di
quest’ultima.
Beatrice Barazzoni (Como 1967)
Le città invisibili,
per chitarra (1999)
Ispirato
alle calviniane “città invisibili”, instabili nelle loro “prospettive
ingannevoli” e i profili sfumati, eppure unite da un “filo segreto”, i tre
brani dipingono tre stati espresssivi assai distanti per atmosfera ed
articolazione, collegati però fra loro da un filo connettivo armonico: un campo
di 5 note (Mi; Sol#; La; La#; Do#) che sempre si ripropone. Così la 1°
variazione è percorsa da pulsazioni scomposte, i “desideri e paure” di cui
“sono costituite le città, come i sogni”; la 2° variazione è animata da
un’energia possente squarciata improvvisamente, nel finale, da un corale
pensieroso, perché “l’occhio vede figure di cose che significano altre
cose”; la 3° variazione e più propriamente lirica, com’è nella natura
delle città, nelle cui svaporanti atmosfere “tutto l’immaginabile può
essere sognato”.
Virginio Zoccatelli (San Severo FG 1969)
Echi seconda serie: n.3, 4, 5,
per pianoforte (2002)
Dedica: al Maestro Renzo Bonizzato,
con stima e riconoscenza.
La forma presentata è quella dell’aforisma, del pezzo breve, sviluppato in
ciascun brano con una propria identità. I vari eventi sonori, molto
circoscritti e brevi nell’ideazione originaria, sono sottoposti ad
accostamenti repentini degli stessi eventi a loro volta variati e trasformati
(“moduli”). Dal punto di vista “lessicale” vi sono processi
riconducibili a determinate strutture di retorica musicale, aggiornate e
nuovamente catalogate (secondo studi svolti dall’autore). Dal punto di vista
“fonetico e grammaticale” sono stati utilizzati sistemi sonori di
riferimento basati su scale e “campi armonici” artificiali, desunti da
alcuni armonici rispetto ad un suono base.
Celeste Cinzia Cannito (Matera 1967)
Aspettando
…, per chitarra e pianoforte (1997)
Il brano “Aspettando…” è il frutto, insieme ad altri dello stesso genere,
di un perfezionamento col M° Alessandro Solbiati. È caratterizzato da una
mescolanza di due stili: il primo è di indubbia natura melodico-tonale, il
secondo nasce da costruzioni numerico-matematiche. È il conflitto naturale di
due opposti che si attraggono “aspettando” la fine che pone termine allo
stesso.
Il brano ha ottenuto riconoscimenti e menzioni speciali (Concorso Internazionale
di Composizione “P.Barsacchi” di Viareggio, 1997; Concorso biennale di
Composizione di Varenna, 1998).
Gloria Gil Rodriguez (Vigo, Pontevedra, Spagna 1972)
Cidade do sul I,
per soprano e pianoforte (2000)
The score was sugested by the teacher: Jose Luis de Delás,
during the Alcalá de Henares ( Madrid ) courses.
The poeme was chosen by the composer. The writer is Xavier Baixeras, a personal
friend composer.
One of the most important things of the score is that the poeme words say , that
is the reason why the accompaniment is so simple . The poeme is in gallego, the
language spoken in Galicia, a region in the North west of Spain.
Giancarlo Spegni (Castelfidardo AN
1940)
Forse, infranto il mistero,
per soprano pianoforte (2000)
Barbara
Vignudelli,
soprano
Stefano
Malferrari,
pianoforte
Andrea
Orsi, chitarra
Webmaster:
Luigi Verdi
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