Indice

Edizione 2003

Sede dei Concerti

Programma

Gli autori

Le composizioni

Ensemble Octandre

Agenda Edizioni

Edizione 2000

Edizione 1997

Alfeo Gigli

RASSEGNA INTERNAZIONALE
DI COMPOSIZIONE "ALFEO GIGLI"


Auditorium di Santa Umiltà
Via Pascoli 4 Faenza (RA)
Giovedì, 11 marzo 2004, ore 21.00

Sergio Fidemraizer (Rosario, Argentina1958)
5 bagatelas, per chitarra (1982)

Come indicato dal suo nome, l’opera e composta da cinque piccoli pezzi, tutti basati su un unico materiale generatore, che a volte appare all’ascoltatore in forma esplicita.
Ogni pezzo possiede la sua propria personalità e climax, offrendo differenti letture dello stesso matenale di base, ponendo in evidenza, di volta in volta, differenti aspetti (il ritmo, il timbro, la velocità, ecc. ecc.). L'opera viene eseguita in prima mondiale.


Alessandro Bonicelli (Tolmezzo UD 1931)
Recuerdo, per pianoforte (2001)

L’Autore di questa composizione, dopo circa un decennio di sviluppo di un linguaggio musicale di tipo dodecafonico/ seriale, pur senza abbandonare questo genere, sta ultimamente sperimentando, in parallelo, il ritorno ad un linguaggio più fruibile, grazie all’utilizzo di stilemi di tipo tonale. “Recuerdo” rientra in quest’ultimo orientamento e può essere interpretata come espressione di nostalgia per un’esperienza di vita indimenticabile, ma irrimediabilmente passata


Alessandro Mosconi (Monza MI 1958)
Lys fragments, per chitarra (2001)

Il pezzo che presento, “Lys fragments”, è ispirato ad un corso d’acqua solitamente brioso ma innocuo, che nell’ottobre 2000 ha provocato morte e distruzione nella valle, ma con il quale gli abitanti del luogo conservano un rapporto di amore significativo.


Sonia Faggian (Mestre VE 1963)
A Maria, per pianoforte (1992)

“A Maria” è una composizione di genere classico-melodico. Scritta nel 1992, primo anno di vita della mia primogenita Sara Amedea, rappresentava dapprima una dedica di ringraziamento alla Madonna, dedica estesa poi a tutte le donne. “Maria” è il suono comunque evocato dalle note di questo brano. Va eseguita con dolcezza: nella parte melodica come fosse un canto, nella parte armonica con mano leggera.


Mats O. Hansson (Göteborg, Svezia 1960)
Verklärte faune, per pianoforte (1998)

The title comes from the two works (Verklärte Nacht by Schönberg and Prélude a l’apres-midi d’un faune by Debussy) from which I have taken the opening themes and used it as a source for tonal material. The themes are not used as a tone row, but more like as a scale/modus.


Pier Luca Lanzilotta (Genova 1965)
Stiller vorwurf, per soprano e pianoforte (2001)

L’Opus 77 di Robert Schumann consiste di 5 Lieder per voce e pianoforte su testi di Eichendorff, Fallersleben, Halm e L’Égru. L’Op.77 n..4, invece, è su testo di 'poeta ignoto' (‘unbekannter Dichter’ nell’edizione Peters). Si tratta di un breve sfogo di un’amante tradita o comunque trattata ingiustamente, al termine del quale sorprende un inatteso gesto di perdono fra lo sdegnoso e il rassegnato.
In pochissimi casi Schumann non ha dichiarato la provenienza dei testi poetici che sceglieva per intonarli. Ciò ha suscitato in chi scrive cunosità e fantasie inconfessabili (che per una volta se lo sia scritto da sé??), le quali sono state all’origine di questo breve componimento, il quale ripercorre intenzionalmente in poche battute un’ampia gamma di scritture pianistiche in ordine crescente di difficoltà quasi a ricapitolare, in un Gradus ad Parnassum in miniatura, la progressione tecnica che ogni pianista si trova, nei suoi studi, a dover superare.


Marco Martini (Milano 1936)
Inquieto silenzio, per soprano e pianoforte (2002)

Il compositore (che è anche autore del testo) si ispira ad una figura femminile ormai matura che, con nostalgica malinconia, rievoca i sogni mai avveratisi. Soprattutto la mancanza di un amore sempre cercato e mai incontrato ha creato in lei un vuoto desolante.
Il contrasto “speranza-delusione” si traduce, sul piano del linguaggio musicale, nel binomio “consonanza-dissonanza” con prevalenza finale di quest’ultima.


Beatrice Barazzoni (Como 1967)
Le città invisibili, per chitarra (1999)

Ispirato alle calviniane “città invisibili”, instabili nelle loro “prospettive ingannevoli” e i profili sfumati, eppure unite da un “filo segreto”, i tre brani dipingono tre stati espresssivi assai distanti per atmosfera ed articolazione, collegati però fra loro da un filo connettivo armonico: un campo di 5 note (Mi; Sol#; La; La#; Do#) che sempre si ripropone. Così la 1° variazione è percorsa da pulsazioni scomposte, i “desideri e paure” di cui “sono costituite le città, come i sogni”; la 2° variazione è animata da un’energia possente squarciata improvvisamente, nel finale, da un corale pensieroso, perché “l’occhio vede figure di cose che significano altre cose”; la 3° variazione e più propriamente lirica, com’è nella natura delle città, nelle cui svaporanti atmosfere “tutto l’immaginabile può essere sognato”.


Virginio Zoccatelli (San Severo FG 1969)
Echi seconda serie: n.3, 4, 5, per pianoforte (2002)

Dedica: al Maestro Renzo Bonizzato, con stima e riconoscenza.
La forma presentata è quella dell’aforisma, del pezzo breve, sviluppato in ciascun brano con una propria identità. I vari eventi sonori, molto circoscritti e brevi nell’ideazione originaria, sono sottoposti ad accostamenti repentini degli stessi eventi a loro volta variati e trasformati (“moduli”). Dal punto di vista “lessicale” vi sono processi riconducibili a determinate strutture di retorica musicale, aggiornate e nuovamente catalogate (secondo studi svolti dall’autore). Dal punto di vista “fonetico e grammaticale” sono stati utilizzati sistemi sonori di riferimento basati su scale e “campi armonici” artificiali, desunti da alcuni armonici rispetto ad un suono base.


Celeste Cinzia Cannito (Matera 1967)
Aspettando …, per chitarra e pianoforte (1997)

Il brano “Aspettando…” è il frutto, insieme ad altri dello stesso genere, di un perfezionamento col M° Alessandro Solbiati. È caratterizzato da una mescolanza di due stili: il primo è di indubbia natura melodico-tonale, il secondo nasce da costruzioni numerico-matematiche. È il conflitto naturale di due opposti che si attraggono “aspettando” la fine che pone termine allo stesso.
Il brano ha ottenuto riconoscimenti e menzioni speciali (Concorso Internazionale di Composizione “P.Barsacchi” di Viareggio, 1997; Concorso biennale di Composizione di Varenna, 1998).


Gloria Gil Rodriguez (Vigo, Pontevedra, Spagna 1972)
Cidade do sul I, per soprano e pianoforte (2000)

The score was sugested by the teacher: Jose Luis de Delás, during the Alcalá de Henares ( Madrid ) courses.
The poeme was chosen by the composer. The writer is Xavier Baixeras, a personal friend composer.
One of the most important things of the score is that the poeme words say , that is the reason why the accompaniment is so simple . The poeme is in gallego, the language spoken in Galicia, a region in the North west of Spain.



Giancarlo Spegni (Castelfidardo AN 1940)
Forse, infranto il mistero, per soprano pianoforte (2000)

Barbara Vignudelli, soprano
Stefano Malferrari, pianoforte
Andrea Orsi, chitarra           

 

 

 

 

Webmaster: Luigi Verdi