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RASSEGNA INTERNAZIONALE
DI COMPOSIZIONE "ALFEO GIGLI" |
Sabato, 23 agosto
2003, ore 21.00
Jan Freidlin (Chita, Siberia, Russia 1944)
Autumn ballad,
per violino e pianoforte (1995)
“AUTUMN BALLAD” is a short sensitive Dialogue
between Violin and Piano. I suppose the performers have to create a real
romantic atmosphere.
A short middle episode appears as a continuation of the thematical material , a
natural contrast in the score. I would ask to record
the piece with maximum of possible reverberation (echo) particularly for
“pizzicato” of Violin , for creating “crystal” sound of Piano chords and
for the whole piece.
Paolo Ariagno (Torino 1967)
Motus 1,
per pianoforte (1996)
“Motus I “è il primo di 4 tempi della fantasia per pianoforte, in Mi
minore, “Motus”.
La forma utilizzata nel realizzare
questo lavoro è quella del tema con variazioni; dopo una breve introduzione, in
forma rapsodica, viene presentato il tema. Dopo la sua esposizione segue un
episodio intermedio, che prelude all’attacco della prima variazione, in 6/8,
in forma di rondò.
Durante tutta la prima variazione si
realizza un crescendo complessivo, il quale porta ad una chiusa in fortissimo;
viene poi esposta la seconda variazione, la quale si spegne poco a poco
fino alla conclusione del brano.
Giuseppe Morrocchi (Firenze 1940)
Suono 029 (do maggiore), per pianoforte (2002)
In Suono la musica è viva, perché nuova. Cioè: non segue la trama della
narrazione ma si sviluppa per accostamento di eventi diversi, tra loro
concatenati. La partitura attinge alla inventio per costruire un brano dove
l’armonia lascia la funzione di accompagnamento per diventare anche elemento
conduttore del motivo. Oppure: l’accompagnamento dal basso continuo viene
spostato all’alto continuo. La nuova musica demanda la sua forza timbrica a
piani sonori diversi, invece che all’uso dei registri. Ogni evento nuovo crea
un nuovo codice: è questa successione di invenzioni che assume il ruolo di
interesse primario.
Delia Mugnaini Robotti (Genova 1925)
Umoresca '83,
per violino e pianoforte (1983)
UMORESCA ‘83 è un brano improntato ad un linguaggio libero e spontaneo, che
non osserva altre regole se non quelle della coerenza nel capriccio. Ovvero, i
due strumenti esprimono ciascuno la propria carica vitale senza condizionare
l’altro e avviandosi alla conclusione, dopo una trasognata breve parentesi
(tranquillo).
Roberta Silvestrini (Milano 1964)
Plaisanterie,
per pianoforte (2001)
Plaisanterie ha un
carattere jazzistico, sono presenti alcune citazioni melodiche, numerosi
frammenti ritmici sincopati, degli accordi accentati, sforzati e delle linee
virtuosistiche.
Il brano consta di tre sezioni: la prima in cui sono presenti le melodie e gli
accordi sincopati, la seconda più virtuosistica e veloce, nella terza parte
vengono ripresi gli elementi già ascoltati in precedenza ma con una dinamica più
intensa ponendo maggiormente in rilievo il contrasto tra la zona grave ed acuta
del pianoforte.
Vincenzo Di Lalla (Vico del Gargano FG 1936-
Milano 1996)
Sonatina,
per pianoforte (1980)
SONATINA finalista al Concorso
dell’Associazione “DE MUSICA” di Savona del 1997, è nata da un
improvviazione ispirata da una breve ma intensa emozione che nello snocciolarsi
delle note ha preso corpo, dandole come sottotitolo: CERCHI AD EFFETTO
.
Maurizio Maccabruni (Firenze 1955)
Arembepe,
per violino e pianoforte (2002)
Arembepe nella lingua
tupi-guarani delle popolazioni indigene della Bahia (Brasile) significa
“quello che ci avvolge” (in portoghese “aquilo que nos envolve”).
La composizione è un unico evento in cui è possible intravedere tre momenti
diversi. La parte centrale è affidata quasi esclusivamente al pianoforte mentre
il violino interviene con un unico suono acutissimo la cui figurazione già
apparsa nella parte iniziale riappare nell’ultima, cercando di stagliarsi in
mezzo al flusso iterativo del pianoforte.
Kaori Okatani (Wakayama,
Giappone 1971)
La chainette,
per violino e pianoforte (1999 rev 2001)
This piece “La chaînette” pour violon et piano is
tried the unification of the sound between the violin and the piano. Some little
motifs of two different instruments link together like a chain.
Ugo Tonarelli (Massa 1955)
Sine klavier,
per pianoforte (2001)
L’opera per pianoforte “Sine Klavier”, scritta nell’anno 2001, è nata
come ricerca sulla/della spazialità “sonora” giungendo ad essa attraverso
prima la frammentazione e poi la dilatazione degli eventi musicali, l’alea e
la scrittura tradizionale, il rapporto fra segno ed interpretazione, lasciando
all’esecutore il “ricrearsi” dell’azione compositiva, indirizzandolo, già
dall’apertura, ad un “non segno” di movimento.
Antonella
Guasti, violino
Edoardo Soverini, pianoforte Webmaster:
Luigi Verdi |