Indice

Edizione 2003

Sede dei Concerti

Programma

Gli autori

Le composizioni

Ensemble Octandre

Agenda Edizioni

Edizione 2000

Edizione 1997

Alfeo Gigli

RASSEGNA INTERNAZIONALE
DI COMPOSIZIONE "ALFEO GIGLI"

Sabato, 2 agosto 2003, ore 21.00

Roberto Bulla (Dello BS 1962)
Suite breve, per clarinetto e pianoforte (1995)

Della Suite breve per clarinetto e pianoforte, composta nella primavera del 1995 e imperniata su quattro movimenti, sono qui proposti i due più veloci.
Il primo, formalmente diviso in tre piccolo blocchi con ripresa variata del primo, utilizza un linguaggio fatto di ostinati ritmico-melodici pervasi da un accentuato vistuosismo espresso da un pianismo in stile percussivo con lo strumento a fiato che puntualizza, a volte, con grotteschi quanto ironici accenti nel registro acuto.
La fluidità dettata dal continuum pianistico, sta alla base del secondo movimento, con un bitematismo costruito sul contrasto ricchezza-essenzialità: il tutto giocato su un’inconsistenza armonica di fondo che, resa in modo palese dal disegno delle crome, evanescente scorre e si dipana, come un soffio, in un’istante.
La composizione ha ricevuto il Primo premio all’undicesimo concorso europeo di esecuzione e composizione musicale “Città di Barletta”, nel maggio del 2001.


Antonio Fraioli (Sabaudia LT 1966)
Rhythm changes, per clarinetto (1999)

Prima esecuzione assoluta nel 2000 a Salerno; clarinettista: Antonio Fraioli.
Si tratta di una breve composizione in stile BOP. IL clarinetto ha avuto grande rilevanza nel panorama jazzistico fino ai primi anni Quaranta grazie a strumentisti del calibro di Benny Goodman o Artie Shaw, per poi diventare strumento secondario (dal punto di vista dell’innovazione del linguaggio) con l’avvento del BE-BOP che sancisce la nascita del jazz moderno. Il brano vuol essere una possibilità per i clarinettisti di estrazione “classica” di suonare in stile BOP, visto che il repertorio esistente, pur ricco di pezzi jazz, è realizzato nella quasi totalità con lo stile dell’Era dello Swing. La composizione è stata realizzata anche per quartetto di clarinetti (stesso materiale tematico e relativo arrangiamento). In questa veste (titolo: RHYTHM CHANGES FOR CLARINETS — pubblicato da L’Oca del Cairo www.ocadelcairo.com) è stato eseguito per la prima volta nel 1999 dall’Ebony-Kwartet in Belgio.


José Luis Hurtado (Morelia, Mich., Messico1975)
6 piezitas, per pianoforte (2001-2002)

Pretenden lograr una entidad compacta y lógica utilizando una gran estructura como motor y fuente de riqueza para cada una de las diferentes dimensiones; además, ofrecen al intérprete una colección de pequeñas, transparentes y sencillas obras para piano que lo introducen a un mundo cromático avanzado.


Marisol Jiménez (Guadalajara, Messico 1978)
Torrentes, per pianoforte (2002)

Torrentes for piano was written during the summer of 2002. The piece is based on the transformation of opposing elements, which become unified through the development of fluidity and character in both gesture and cluster expansion.


Elia Marios Joannou (Pafos, Cipro 1978)
Eco, per pianoforte (2001)

A painting of sounds according to the “lines” of a painting who has sometimes a direction, but this direction leads to nothing. Let us then assume a direction without a specific direction. Echo seems to be like that. Sounds could do the same, giving an “impression” of something that excists at the moment, as well as later but as well as never.


Tomi Räisänen (Helsinki, Finlandia 1976)
Under the apple tree, 3 pezzi per pianoforte (2001)
1.
Miron
2. Nalif
3. Oranie

The title of this composition (Under the Apple Tree) refers to a metaphor, that the composers compositional technique, knowledge and skills are like an apple tree. This tree has to be taken cared of very well, so that later it starts to produce fine and delicious apples, in other words, compositions. The idea of comparison of fruits and compositions is not new at all. Already Mozart wrote to the front page of his six Haydn string quartets “il frutto di una longa e laboriosa fatica” (the fruits of a long and laborious work). The subtittles are the names of different sorts of apples. Each sort of apple has its unique features, which in this case have been tranformed to musical parameters. The other important feature of these pieces is the use of different intervals. Each part has got two most important intervals. Miron: minor 2nd and minor 3rd, Nalif: major 2nd and minor 3rd  Oranie: minor 3rd and perfect 4th.


Alice A. Moerk (Filadelfia, Pennsylvania USA 1936)
Zanities, per fagotto (2001)

A student was interested in a work for baritone saxophone and, recently retired and on a lark, I wrote “Rescalities” for bariton sax and marimba. But I have developed an intense interest in work for solo instrument without accompaniment. Recently I wrote a composition for solo flute titled “Muse”. This was so successful that I decided other instruments might benefit from my zaniness — hence “Zanities”.
“Zanities” departs from “Rascalities”; its’ moods are similar but there is an air of freedom and, in fact, an “airiness” about it that is missing from the earlier work. Set for a similar low bass instrument, there is a sense of playfulness to it that I find intriguing. So I am happy to include it in a group of chamber works that have multiple short movements that reflect the inane side of me: Peculiarities, Rascalities, and Modalities.



Massimo Munari (Roma 1976)
Elegia II, per clarinetto (2001)

Un elemento “composto” — tremolo, frullato e chiavi disarticolate contemporaneamente nello stesso “gesto” — viene analizzato, e le sue singole componenti sviluppate e trasformate nel corso di questo breve brano, che vuole essere anche un mio primo esperimento di utilizzo di altezze e ritmi generati dal computer tramite un programma che applica la legge probabilistica di Poisson. Dotato di un equilibrio tra effetti “avanguardistici” del clarinetto e melodia semplice e “pura”, il brano —che è volutamente di proporzioni minime — solo alla fine presenterà il suo gesto generatore…


Igal Myrtenbaum (Haifa, Israele 1968)
It was a Dream, per pianoforte (2002)

This work is an effort to capture the moment of realizing that “It was a Dream”. Discontinued fragments, pulling in different directions, appear in sequence until that moment of reflection arrives.


Marina Romani (Nettuno RM 1966)
Do you Know the Answer?, per clarinetto (2001)

La composizione “Do you know the answer?” per clarinetto solo, nasce con l’intento di scrivere ur brano di semplice comprensione, chiaro e leggibile nella forma e nella scelta di campo sonoro. È anche un “omaggio” al registro più caldo dello strumento e alla sua espressività dolce e talvolta anche un pò “ironica”.


Francesca Virgili (Grottammare AP 1968)
Istanti, per clarinetto (1999)

L’opera “Istanti” per clarinetto solo in Sib è stata scritta nel 1999. Nel brano si alternano due sezioni: una contraddistinta dal piano, composta da note lunghe e tremolate che conducono a brevi frasi melodiche e l’altra, contraddistinta dal forte, costituita da veloci frammenti di scale e arpeggi. Siamo come di fronte al movimento di un mantice che si apre e si chiude, e, nell’alternanza del forte e del piano, i frammenti di scale e arpeggi restano come irrisolti, quasi non riuscissero ad avere un completo sviluppo, visto che poi tornano, nel piano, come un’eco, le frasi cantabili. Il brano trova finalmente il suo culmine nel ff, con una zona molto ritmata che ha il sopravvento su tutto il resto, ma il fenomeno non è duraturo e l’opera termina con le linee melodiche dell’inizio.


Marcos Mesquita (Brasile 1959)
Leituras IV – Baruc, per pianoforte (1995)

The piano piece “Leituras IV-Baruc” was written under a ‘spiritual guidancè of the Barnes fragments wich are quoted in the last page of the score. The music, however, does not aim neither to describe nor to evoke them. It is more a question of a subjective interaction between words and sounds. One concept, particularly, was important for the composition: the contrast between the rapidity of the rhythmic and melodic patterns and the slowness of the two modes’ changes wich occur approximately in bars 78 and 120.
In this context it could be said that they are two kinds of speed approach or time perception wich complement each other.


Gabriele Roberto (Cuneo 1972)
The four elements, per clarinetto e fagotto (2001)

“The Four Elements” è un duo per Clarinetto e Fagotto che si articola in quattro sezioni.
Ciascuna di esse corrisponde descrittivamente a uno degli elementi naturali (Acqua, Fuoco, Terra e Aria); nella composizione non è specificata l’attribuzione delle sezioni ai singoli Elementi, ogni ascoltatore può scegliere la propria personale successione assecondando il proprio sentire.
La composizione è stata edita recentemente da Rai Trade edizioni musicali ed è previsto l’inserimento della stessa nei programmi dei “Concerti al Quirinale” a Roma.


Stephen Peter Lawson (Hertford, Inghilterra 1948)
Ritual Music III, per clarinetto e pianoforte (1969-2000)

The origin of this piece lies in a work for violin and piano from 1969, Ritual Music III, which drew town initial spark from the opening phrase of Berio's ‘Circles’ and the idea of circles, circling dancers and rituals. Later the idea of such a ritual being preceded by an incantation led to the creation of the opening section. The current piece has undergone various changes over the years, the latest in 2000. The ‘circular’ and ritual nature of the piece is reflected in the way that the musical material also circulates through the piece. The piece might be subtitled “Incantation and Dance”.


Marco Molteni (Milano 1962)
Zig Zag Bubble, per pianoforte (2000)

Con il brano per pianoforte intitolato Zig Zag Bubble (2000) ho riscoperto il piacere di scrivere musica per lo strumento che, per primo, mi ha accompagnato nella crescita artistica e spirituale. Questo brano ha inaugurato una nuova serie di lavori che nascono da un approccio più diretto e personale con lo strumento a tastiera. Intendo dire che la prassi, basata in genere sull’improvvisazione mi fornisce le idee musicali che poi, in un secondo momento vengono vagliate ed elaborate compositivamente.

Gaspare Tirincanti, clarinetto
Guido Giannuzzi, fagotto
Stefano Malferrari, pianoforte

 

 

 

 

Webmaster: Luigi Verdi