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Edizione 2003

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Programma

Gli autori

Le composizioni

Ensemble Octandre

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Edizione 2000

Edizione 1997

Alfeo Gigli

RASSEGNA INTERNAZIONALE
DI COMPOSIZIONE "ALFEO GIGLI"

Sabato, 12 luglio 2003, ore 21.00

Stephen Mark Barchan (Middlesbrough, Inghilterra 1982)
To sleep, per soprano, sax alto, corno, violoncello e contrabbasso (2002)

‘To Sleep’ is a setting of ‘Sonnet To Sleep’ by John Keats. I am huge Keats fan, because the messages he explains in his poems, and particularly his odes, are still relevant today. However, ‘To Sleep’ was inspired more by a feeling, and I was struck by the very soft and melodious quality of the poem.


Angelo Bruzzese (San Severo FG 1967)
Tif, prima versione, per violino, sax alto e pianoforte (1999)

Caratteristica peculiare del brano è il gioco timbrico tra il violino e il sassofono, basato su alcune caratteristiche di emissione tipiche dei due strumenti, che sono poste talvolta in opposizione, talvolta in congiunzione. La trama sonora del pianoforte, basata su risonanze, suoni ribattuti e cluster cromatici, sottolinea i cambiamenti gestuali che si vanno via via presentando e guida gli altri due strumenti sui diversi piani dinamici della composizione.
Nel 2001 è stata redatta la seconda versione del brano, più lunga di nove misure, con una diversa disposizione timbrica e un nuovo sviluppo della parte centrale.


Paolo De Felice (Pisa 1968)
Poesia delle minime cose (2002), su testo di Margherita Sergardi
per soprano, flauto, clarinetto, chitarra, pianoforte, violino, viola e violoncello

La struttura formale di “Poesia delle minime cose”, su testo di Margherita Sergardi, è divisa in tre periodi principali suddivisi, a loro volta, in sezioni, ognuna delle quali ha una propria caratteristica. Nel primo periodo il tempo è scandito in minuti secondi (ogni secondo corrisponde ad una semiminima): la sezione iniziale è caratterizzata da un lungo pedale sul si bemolle, disturbato talvolta da un do bemolle, esteso su vari registri e a tutti gli strumenti; due brusche interruzioni di suono, riempite dal soprano che declama i primi versi, caratterizzano una seconda sezione; dopo la seconda interruzione entra il violino con un tema vero e proprio ripreso da voce e dagli altri archi. Il secondo periodo è suddiviso in battute prevalentemente ternarie e quaternarie: ad una prima sezione di sette battute dal carattere melodico seguono altre sezioni di varie lunghezze a carattere ritmico timbrico, metodico-atmosferico, timbrico-metodico (gli archi suonano cellule ritmiche dietro il ponticello) e ritmico-melodico-contrappuntistico. Il periodo finale, in tempo ternario, è caratterizzato da figurazioni ritmiche irregolari rispetto alla misura, che creano un contrasto ritmico: le uniche due sezioni in cui è suddiviso sono costituite da una sorta di canone, basato sulla ripetizione di un’unica frase, tra flauto, ciarinetto a violino mentre nella seconda e ultima sezione viene ripristinato il pedale sul Si bemolle, disturbato questa volta dalla presenza di un sol diesis al soprano e alla viola.


Mats Aron Edén (Södertälje, Svezia 1957)
Balloonmusic, per pianoforte, marimba, 3 toms, violoncello e contrabbasso (2002)

My intentions where first to write a piano piece with fast and running lines.
I saw the possibilities to extend the flavours with other instrument together with the piano.
There is not so much influence from folk music as in other pieces I have written, but there is a reminiscence of a tango in the middle of the piece.
It is a melodic piece and the basic structure is based on combinations of chains that expands and diminished in different rhythmic layers.
The title comes from one of my children who, while listening to the computer version, says that it sounds like happy and flying balloons.


Hans Gielge (Bad-Aussee, Austria 1933)
Anat, per soprano, flauto, clarinetto, fagotto, arpa, pianoforte, percussione e violoncello (2002)

Anat was a praechristian godess for war and love, worshiped in Ugarit in Mesopotamia. Scherzo(war): consists of a chord: d-as-ces-f-b-es and a rhythmic motive. The soprano only has this tones. The words are from the composer.
Trio (love): it sounds softer, the chord is: d-fis-a-h-cis-eis, there is also an orientalic figure of seduction. The composition shows the near connection of agression and sexuality.


Vittorio Mattioli (Roma 1937)
Tema, per fiati e percussione (1988)

Terminata durante l’epoca degli studi con Domenico Guaccero, la composizione racchiude una drammaticità forte e ben percepibile, lontana  delle esasperazioni dell’espressionismo, che l’autore giudica uno dei momenti della storia e non come l’unico da cui debbe germogliare il futuro.
Pure nella modernità l’uomo deve conservare la sua umanità di fondo, fuori della quale non si esprime nulla perché non c’è nulla.


Luca Vanneschi (Montepulciano SI 1962)
Oggetti inquieti, per flauto, viola e chitarra (2002)

“Oggetti inquieti” è scritto per flauto viola e chitarra e si compone di sei piccoli episodi.
Gli episodi si caratterizzano dall’insistenza di certe idee musicali che si definiscono come immagini, mentre totalmente libera è la costruzione armonica.
Una scrittura musicale densa, varietà di figure ritmiche in continuo slittamento metrico, bruschi scarti di registro, virtuosistiche decorazioni timbriche, sfondi cromatici proposti da accordi lasciati risuonare a lungo, generano agglomerati sonori che producono continui contrasti emotivi.


Daniele Montagner (Torino 1963)
Il canto dell'aria, per flauto, clarinetto, violino e violoncello (2002)

Vuol essere un “Canto Gioviale” per strumenti, ed è elaborato utilizzando una serie di otto suoni suddivisa in quattro serie di quattro suoni intersecantesi, una per ogni strumento, le quali girano e vorticano disegnando musicalmente i flussi e la danza dell’aria nello spazio. Allo stile modernamente “rinascimentale” della sequenza danzante, ne seguono altre in forma “a canone”. È una composizione “a strati” come un “Irish coffee” dove ogni strumento rappresenta una personalità, un particolare del quadro d’insieme, che viene man mano scambiato e riposizionato come le foglie che cadono al vento d’autunno.


Darya Salikova (Tashkent, Uzbekistan 1978)
Miniature on Garcia Lorka's Poems, per soprano e arpa (1999)

This is work was special written for harp and voice 1999 year in Tashkent. In this work I wanted to open the sensual world of Lorkàs poems. Which is very rich and have very big passions.
The part of harp is the similar important as voice. 7 scenes with 2 actors. This is not just a number of songs but mini performance with short story. That’s why actor’s performance is so important here.
First scene is introduction (The moon is swim ...) . 2nd, 3rd scenes are describe the situation of this story — ( On yellow tower), (I would ‘t answer anything...). 4th , 5th  scenes is conflict. 6th, 7th  is the ending of the performance.


Paolo Sebastiani (Spoleto PG 1965)
Positron 2, per flauto, clarinetto, corno, violino, viola, violoncello e pianoforte (1994)

II brano nasce dall’elaborazione di un codice che in base alla sua intrinseca struttura intervallare determina la costruzione di un ordito armonico-contrappuntistico che si sostanzia nel susseguirsi di 'gesti musicali'. Questi subiscono continue metamorfosi e solo a tratti prevedono il configurarsi di spunti melodici più o meno estesi nel contesto di un discorso alquanto movimentato.


Juan Maria Solare (Buenos Aires, Argentina 1966)
Constelación (Nueva Suite Modal), cinque pezzi per flauto e clarinetto

Constelación fue concebida en su totalidad en Colonia (Alemania) el 14 de noviembre del 2000 y terminada de desarrollar el siguiente 4 de diciembre, poco antes de medianoche. Para flauta y clarinete está escrita también una de mis primeras obras, de 1985 (de ahí el subtítulo). La obra cuya duración es de unos 7 minutos, está dedicada a Mabel Garcia Martínez.
Consta de cinco piezas:
I Preámbulo
II Diálogo
III Fragmentación
IV Rítmico
V Coral
En el simbolismo chino, la constelación constituye el tercer elemento. El primero es la fuerza activa y luminosa (Yang) y al segundo la fuerza pasiva y oscura (Yin). Significa la conexión de lo superior y lo inferior, el lazo que liga lo diferente.
Es uno de los emblemas imperiales.*** JMS


Christopher Trebue Moore (St Eugene, Oregon USA 1976)
The Warped toy Committee, per clarinetto, violino, violino e  pianoforte (2002).

About the score “The Warped Toy Committee” was composed using the contours of
both pitch and time from an imaginary argument over the potential moral and social impact of certain popular toys, which some view as having a negative effect on children. The form of the piece outlines a flow of varying levels of intensity that approximate those of a heated squabble.


Ensemble Octandre

Barbara Vignudelli, soprano
                              
Massimo Ghetti, flauto
Marco Mascellani, oboe
Antonio Calzone
, clarinetto
Franco Fusi, fagotto
Euro Minghetti, controfagotto
Enrico Battisti, saxofoni
Sergio Boni, corno
Eugenio Fantuzzi, trombone
Andrea Farì, percussioni
Erica Salbego, percussioni
Andrea Orsi, chitarra
Duccio Lombardi, arpa
Stefano Malferrari, pianoforte
Giuseppe Lombardo, violino
Deborah Giacomelli, viola
Enrico Guerzoni, violoncello
Gianni Valgimigli, contrabbasso

Luigi Verdi, direttore