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RASSEGNA INTERNAZIONALE
DI COMPOSIZIONE "ALFEO GIGLI" |
Sabato, 12
luglio 2003, ore 21.00
Stephen Mark
Barchan (Middlesbrough, Inghilterra 1982)
To sleep, per soprano, sax
alto, corno, violoncello e contrabbasso (2002)
‘To Sleep’
is a setting of ‘Sonnet To Sleep’ by John Keats. I am huge Keats fan,
because the messages he explains in his poems, and particularly his odes, are
still relevant today. However, ‘To Sleep’ was inspired more by a feeling,
and I was struck by the very soft and melodious quality of the poem.
Angelo Bruzzese (San Severo FG 1967)
Tif, prima versione, per
violino, sax alto e pianoforte (1999)
Caratteristica peculiare del brano è il gioco timbrico tra il violino e il
sassofono, basato su alcune caratteristiche di emissione tipiche dei due
strumenti, che sono poste talvolta in opposizione, talvolta in congiunzione. La
trama sonora del pianoforte, basata su risonanze, suoni ribattuti e cluster
cromatici, sottolinea i cambiamenti gestuali che si vanno via via presentando e
guida gli altri due strumenti sui diversi piani dinamici della composizione.
Nel 2001 è stata redatta la seconda versione del brano, più lunga di nove
misure, con una diversa disposizione timbrica e un nuovo sviluppo della parte
centrale.
Paolo De Felice (Pisa 1968)
Poesia delle minime cose
(2002), su testo di Margherita Sergardi
per soprano, flauto, clarinetto, chitarra, pianoforte, violino, viola e
violoncello
La struttura formale di “Poesia delle minime cose”, su testo di
Margherita Sergardi, è divisa in tre periodi principali suddivisi, a loro
volta, in sezioni, ognuna delle quali ha una propria caratteristica. Nel primo
periodo il tempo è scandito in minuti secondi (ogni secondo corrisponde ad una
semiminima): la sezione iniziale è caratterizzata da un lungo pedale sul si
bemolle, disturbato talvolta da un do bemolle, esteso su vari registri e a tutti
gli strumenti; due brusche interruzioni di suono, riempite dal soprano che
declama i primi versi, caratterizzano una seconda sezione; dopo la seconda
interruzione entra il violino con un tema vero e proprio ripreso da voce e dagli
altri archi. Il secondo periodo è suddiviso in battute prevalentemente ternarie
e quaternarie: ad una prima sezione di sette battute dal carattere melodico
seguono altre sezioni di varie lunghezze a carattere ritmico timbrico,
metodico-atmosferico, timbrico-metodico (gli archi suonano cellule ritmiche
dietro il ponticello) e ritmico-melodico-contrappuntistico. Il periodo finale,
in tempo ternario, è caratterizzato da figurazioni ritmiche irregolari rispetto
alla misura, che creano un contrasto ritmico: le uniche due sezioni in cui è
suddiviso sono costituite da una sorta di canone, basato sulla ripetizione di
un’unica frase, tra flauto, ciarinetto a violino mentre nella seconda e ultima
sezione viene ripristinato il pedale sul Si bemolle, disturbato questa volta
dalla presenza di un sol diesis al soprano e alla viola.
Mats Aron Edén (Södertälje, Svezia 1957)
Balloonmusic, per pianoforte,
marimba, 3 toms, violoncello e contrabbasso (2002)
My intentions where first to write a piano piece with
fast and running lines.
I saw the possibilities to extend the flavours with other instrument together
with the piano.
There is not so much influence from folk music as in other pieces I have written,
but there is a reminiscence of a tango in the middle of the piece.
It is a melodic piece and the basic structure is based on combinations of chains
that expands and diminished in different rhythmic layers.
The title comes from one of my children who, while listening to the computer
version, says that it sounds like happy and flying balloons.
Hans Gielge (Bad-Aussee, Austria 1933)
Anat, per soprano, flauto,
clarinetto, fagotto, arpa, pianoforte, percussione e violoncello (2002)
Anat was a praechristian godess for war and love,
worshiped in Ugarit in Mesopotamia. Scherzo(war): consists of a chord:
d-as-ces-f-b-es and a rhythmic motive. The soprano only has this tones. The
words are from the composer.
Trio (love): it sounds softer, the chord is: d-fis-a-h-cis-eis, there is also an
orientalic figure of seduction. The composition shows the near connection of
agression and sexuality.
Vittorio Mattioli (Roma 1937)
Tema, per fiati e percussione
(1988)
Terminata durante l’epoca degli studi con Domenico Guaccero, la
composizione racchiude una drammaticità forte e ben percepibile, lontana
delle esasperazioni dell’espressionismo, che l’autore giudica uno dei
momenti della storia e non come l’unico da cui debbe germogliare il futuro.
Pure nella modernità l’uomo deve conservare la sua umanità di fondo, fuori
della quale non si esprime nulla perché non c’è nulla.
Luca Vanneschi (Montepulciano SI 1962)
Oggetti inquieti, per flauto,
viola e chitarra (2002)
“Oggetti inquieti” è scritto per flauto viola e chitarra e si compone
di sei piccoli episodi.
Gli episodi si caratterizzano dall’insistenza di certe idee musicali che si
definiscono come immagini, mentre totalmente libera è la costruzione armonica.
Una scrittura musicale densa, varietà di figure ritmiche in continuo
slittamento metrico, bruschi scarti di registro, virtuosistiche decorazioni
timbriche, sfondi cromatici proposti da accordi lasciati risuonare a lungo,
generano agglomerati sonori che producono continui contrasti emotivi.
Daniele Montagner (Torino 1963)
Il canto dell'aria, per
flauto, clarinetto, violino e violoncello (2002)
Vuol essere un “Canto Gioviale” per strumenti, ed è elaborato
utilizzando una serie di otto suoni suddivisa in quattro serie di quattro suoni
intersecantesi, una per ogni strumento, le quali girano e vorticano disegnando
musicalmente i flussi e la danza dell’aria nello spazio. Allo stile
modernamente “rinascimentale” della sequenza danzante, ne seguono altre in
forma “a canone”. È una composizione “a strati” come un “Irish
coffee” dove ogni strumento rappresenta una personalità, un particolare del
quadro d’insieme, che viene man mano scambiato e riposizionato come le foglie
che cadono al vento d’autunno.
Darya Salikova (Tashkent, Uzbekistan 1978)
Miniature on Garcia Lorka's Poems, per soprano e arpa (1999)
This is work was special written for harp and voice
1999 year in Tashkent. In this work I wanted to open the sensual world of Lorkàs
poems. Which is very rich and have very big passions.
The part of harp is the similar important as voice. 7 scenes with 2 actors. This
is not just a number of songs but mini performance with short story. That’s
why actor’s performance is so important here.
First scene is introduction (The moon is swim ...) . 2nd, 3rd scenes are
describe the situation of this story — ( On yellow tower), (I would ‘t
answer anything...). 4th , 5th scenes
is conflict. 6th, 7th is the ending
of the performance.
Paolo Sebastiani (Spoleto PG 1965)
Positron 2, per flauto,
clarinetto, corno, violino, viola, violoncello e pianoforte (1994)
II brano nasce dall’elaborazione di un codice che in base alla sua
intrinseca struttura intervallare determina la costruzione di un ordito
armonico-contrappuntistico che si sostanzia nel susseguirsi di 'gesti musicali'.
Questi subiscono continue metamorfosi e solo a tratti prevedono il configurarsi
di spunti melodici più o meno estesi nel contesto di un discorso alquanto
movimentato.
Juan Maria Solare (Buenos Aires, Argentina 1966)
Constelación (Nueva Suite Modal), cinque
pezzi per flauto e clarinetto
Constelación fue concebida en su totalidad en Colonia
(Alemania) el 14 de noviembre del 2000 y terminada de desarrollar el siguiente 4
de diciembre, poco antes de medianoche. Para
flauta y clarinete está escrita también una de mis primeras obras, de 1985 (de
ahí el subtítulo). La obra cuya
duración es de unos 7 minutos, está dedicada a Mabel Garcia Martínez.
Consta de cinco piezas:
I Preámbulo
II Diálogo
III Fragmentación
IV Rítmico
V Coral
En el simbolismo chino, la constelación constituye el tercer elemento. El
primero es la fuerza activa y luminosa (Yang) y al segundo la fuerza pasiva y
oscura (Yin). Significa la conexión de lo superior y lo inferior, el lazo que
liga lo diferente. Es uno de
los emblemas imperiales.*** JMS
Christopher
Trebue Moore (St Eugene, Oregon USA 1976)
The Warped toy Committee,
per clarinetto, violino, violino e pianoforte
(2002).
About the score “The Warped Toy Committee” was composed using the contours
of both pitch and time from an imaginary argument over
the potential moral and social impact of certain popular toys, which some view
as having a negative effect on children. The form of the piece outlines a flow
of varying levels of intensity that approximate those of a heated squabble.
Ensemble Octandre
Barbara
Vignudelli,
soprano
Massimo
Ghetti, flauto
Marco
Mascellani, oboe
Antonio
Calzone,
clarinetto
Franco
Fusi, fagotto
Euro
Minghetti, controfagotto
Enrico
Battisti,
saxofoni
Sergio
Boni, corno
Eugenio
Fantuzzi,
trombone
Andrea
Farì,
percussioni
Erica
Salbego,
percussioni
Andrea
Orsi, chitarra
Duccio
Lombardi, arpa
Stefano
Malferrari,
pianoforte
Giuseppe
Lombardo, violino
Deborah
Giacomelli, viola
Enrico
Guerzoni,
violoncello
Gianni
Valgimigli,
contrabbasso
Luigi
Verdi, direttore
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